• Categoria: Sport
  • Scritto da Prof Cirillo

Boxe, inclinazione alla violenza o all’educazione?

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boceLa boxe, definita “Noble Art”, è considerata da molti uno sport che istiga alla violenza, incline alla superbia, da una parte per l’immagine tramandata dello sport da combattimento stesso nel tempo, in special modo nel Centro-sud Italia, mentre d’altra parte si ha una prospettiva negativa dovuta alla mancanza di conoscenze nel campo stesso.

 

 1.Perché “Noble Art”?

Viene qualificata arte nobile in primo luogo perché per praticare uno sport quale la boxe non si ha bisogno soltanto di forza, agilità e tanta scaltrezza, bensì di una forza di volontà oltremisura, coraggio, intelligenza e molte, moltissime rinunce.

 

 

 2.Come nasce la boxe?

Nel XVIII secolo si vollero dare delle regole al pugilato al fine di farlo

diventare un’ attività sportiva. La boxe del XVIII era molto diversa da quella di oggi: il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell’incontro oppure si tracciava una semplice linea circolare per terra. I pugili si battevano senza mai fermarsi; il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese. Quando James Figg (un importante pugile inglese) decise di ritirarsi fondò a Londra la prima Accademia della boxe e in seguito cominciò ad organizzare anche alcuni incontri innovativi che porteranno questo sport verso la sua fase moderna. James Figg può essere ricordato come il padre della boxe, infatti grazie a lui il pugilato ebbe un grande successo sia per numero di praticanti sia per numero di sostenitori, dato che l’Inghilterra fu il primo paese al mondo dove nacque la figura del pugile professionista.

 

3.Perché scegliere la boxe?

L’arte della boxe insegna la disciplina, il rispetto per sé e per il prossimo, insegna anche il senso di appartenenza e la famiglia. Un pugile impara il controllo del proprio corpo per poter controllare il corpo dell’avversario durante il combattimento. Per poter fare ciò deve attraversare la solitudine, l’obbligo della pura concentrazione e la determinazione per raggiungere un obiettivo. Gli obiettivi si raggiungono grazie alla padronanza della tecnica ma anche grazie alla forza di volontà, quella magica e spesso tormentata decisione che ci porta a superare i nostri limiti oppure a soccombere. Un pugile che soccombe lo fa perché perde la forza di volontà o perché riconosce un limite per sé invalicabile. Un grande pugile invece soccombe per le stesse ragioni ma poi si rialza e cerca di superare questo limite. Il motivo per cui molti si avvicinano a questo sport è proprio questa sua capacità di rispecchiare la vita, tirando fuori pregi e difetti, la boxe mette la persona davanti ai suoi limiti e quindi al dovere di fare una scelta.

 

4.Si deve avere una specifica età per iniziare a praticarla?

No, la boxe è fondamentale per i ragazzi, anche per i piccoli, perché insegna loro a diventare dei combattenti nella vita, persone che non mollano mai, perché nulla arriva senza sacrificio. si può iniziare a qualsiasi età. Ecco perché la boxe è vita. Che tu sia una casalinga, un avvocato, una bambina, un bambino, un atleta o un anziano, nella boxe non troverai noia, non troverai falsità. Nella boxe troverai sacrificio, impegno, perseveranza, musica e salvezza. La salvezza nella boxe sta nella sua capacità di insegnarci che ognuno di noi vale.

 

5.Com’è strutturato un allenamento tipico?

Dipende.. i sei giorni di allenamento effettivi si dividono in quattro giorni di allenamento tecnico, aerobico e di condizionamento come lavori al sacco, con la corda, corsa e circuiti, e due giorni che si concentrano su un lavoro di forza, di potenziamento muscolare in sala pesi. Insomma, si può tranquillamente affermare che sia uno sport completo.

 

 

6.Sono molte le donne nel mondo del pugilato?

Beh, certamente inferiori al numero di uomini, ma negli ultimi anni c’è stato un rialzo notevole di tesseramenti per la pratica agonistica.

Essendo uno sport che insegna la difesa personale, molte più donne traggono giovamento dalle tecniche di difesa apprese durante

 

7.Non è uno sport pericoloso?

Come in tutti gli sport il pericolo di farsi male c’è. Dipende, però, anche dai punti di vista: nella boxe i pugili sono molto tutelati attraverso visite mediche pre-match e prima del combattimento è compito dell’arbitro controllare che ci siano le protezioni obbligatorie o non è permesso dare inizio al match.

 

8.la boxe può essere considerata come “seconda occasione dalla vita”?

Certamente! Specialmente nei paesi poveri e nel Sud Italia, dove lo sport in generale rappresenta un’ancora di salvezza per tenersi lontani dai pericoli e dalle tentazioni negative.

 

9.Il rapporto tra atleta e allenatore com’è?

Il rapporto tra atleti e maestri reincarna una delle più grandi manifestazioni d’affetto che possano esistere. Danno vita ad un legame indissolubile stretto dal fatto proprio che bisogna condividere l’un con l’altro ogni tipo di emozione, positiva o negativa che sia.

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