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Il Punk al MET di New York

  • Categoria: Moda
  • Scritto da Giulia Michelucci

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La Grande Mela celebra il Punk con una mostra molto glamour al MET, il Metropolitan Museum of Art di New York, intitolata "PUNK: Chaos To Couture".

Battiato in tour

  • Categoria: Musica
  • Scritto da Denise Lozzi

Annunciati alcuni appuntamenti estivi dell’APRITI SESAMO TOUR , il tour dedicato al nuovo album di inediti di Franco Battiato.

Daniela Musini

  • Categoria: Musica
  • Scritto da Denise Lozzi

daniela musini

Ho avuto la fortuna di conoscere Daniela Musini diversi anni fa e sapendola docente di musica, scrittrice, pianista, attrice…

Lettera di un musicista

  • Categoria: Musica
  • Scritto da Denise Lozzi

musica

Un giorno qualcuno mi disse: “ per sapere quanto vale una cosa, basta immaginare che  non ci sia. Togli la cioccolata: vedrai che ci saranno migliaia di altre cose dolci, che potranno sostituire i tuoi momenti golosi. Togli l’abito più bello del tuo guardaroba: vedrai che un altro presto prenderà il suo posto. Togli il denaro dalla faccia della terra: vedrai quanti altri mezzi di scambio ci inventeremo. Togli le case, le ville, i palazzi e l’ombra di un albero sembrerà un rifugio sicuro. Adesso togli l’amore dentro di te; immagina che non esista, né per te né per gli altri.. che senti? Solo Silenzio. Adesso togli la musica…non ci riesci? Certo, perché l’hai già tolta un attimo fa. Puoi immaginare di fare a meno di tutto ma non dell’amore  e della musica che vanno sempre insieme perché davvero sono la stessa cosa. Sono la cioccolata insostituibile per i tuoi momenti golosi, sono l’abito più bello che tu possa indossare; la casa più calda dove potresti abitare. L’amore solo per se stessi non avrebbe molto senso, perché se gli altri non vi fossero non avresti bisogno nemmeno di amare te stessa. La musica per se stessi non ha bisogni di compositori, nessuno percuote anche solo un legno, senza, con questo, voler far giungere il suo suono a chi è capace di ascoltare. Senza l’altro, anche solo immaginario, la Musica come l’Amore resta sempre un perché, alla fine inaridisce e resta muta. Se ti senti sola, la musica puoi farla da sola, ma quando la fai con gli altri ti accorgi che, pur non volendo e senza accorgertene, immediatamente la tua incontra quella dell’altro e quella dell’altra la tua. La Musica puoi farla con mille strumenti, ma quello più vicino al tuo cuore è la tua voce. La voce dell’altro incontra la tua, se questa con quella è “in tono”. Se due o più voci nonostante mille differenze e divergenze, tentano di essere “in tono” vuol dire che tutti, nonostante i propri limiti nello stesso momento cercano di ascoltarsi, di comprendersi, di prevedersi, di assecondarsi, di aiutarsi, di essere complici…<

Un amore di cane

  • Categoria: Natura
  • Scritto da Denise Lozzi

 

Mi hai insegnato ad attenderti, paziente,

Leggendo Pascal

pascal

 

“Noi non ci atteniamo mai al tempo presente. Anticipiamo il futuro come troppo lento a giungere,

Dal bullismo al cyberbullismo

cyberbully

In questi ultimi anni ragazzi sempre più piccoli di età salgono all’attenzione della cronaca perché autori o vittime di cyber bullismo. Ma cos’è il cyber bullismo? Chiariamoci le idee…

Tra cinema e moda: il Grande Gatsby

  • Categoria: Cinema
  • Scritto da Cristina Shi

Il film più atteso dell’anno è finalmente arrivato. In apertura oggi del Festival di Cannes, e da domani sullo schermo, Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann incanterà il pubblico con le sue atmosfere sfolgoranti in puro stile Anni ’20, esaltate da costumi di scena opulenti e sontuosi. Autentici protagonisti della pellicola , tanto quanto i personaggi che li indossano (leggi Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan) , gli abiti e i gioielli “on screen” diventano così il simbolo più lussuoso e sfarzoso di quell’epoca. Specchio di un decennio in cui il glamour e la ricercatezza diventarono il corollario di uno stile di vita folle e ruggente di cui il jazz era la magnifica colonna sonora. Sarà per questo fascino intramontabile che “les années folles” si portano dietro, sarà per lo spettacolare lavoro di ricerca e di rielaborazione effettuato dalla costumista Catherine Martin in collaborazione con Miuccia Prada, sarà per l’attesa che questa pellicola ha generato intorno a sé o per il sogno di lusso e ricchezza che il romanzo di F. Scott Fitzgerald ha saputo creare, ma la moda dei Roaring Twenties“rivista e corretta” nella versione. Ed ecco che l’ispirazione Daisy prende vita tra pizzi, velluti, pellicce, piume e frange, tra a.biti da cocktail in seta e robes de soir impreziosite da applicazioni di cristalli, pietre e ricami. Basterà inseguire la sua storia di moda per ricreare outfit dal mood ricco e sfarzoso, da scegliere tra le suggestioni PE 2013. Dalle creazioni femminine e preziose di Alberta Ferretti fino agli abiti squisitamente Twenties di Marchesa, passando per Erickson Beamon che affianca ai suoi celebri gioielli un’intera collezione di vestiti tributo agli anni ’20 e alle flapper girls. E se i gioielli Tiffany & Co. creati ad hoc per il film sono il coronamento scintillante e perfetto di ogni look a tema, le contaminazioni anche sul fronte accessori non mancano di certo. Tra scarpe (Fendi) e maxi collar di gusto art déco (Walid su couturelab.com), sandali ispirati alle celebri stringate maschili (Santoni), pochette (Bulgari) e guanti (A. F. Vandervorst) sontuosamente ricamati, basterà poco per dare vita a un viaggio nel tempo in versione Midnight in Paris.

 

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Destino: esiste o non esiste?

  • Categoria: Vita di classe
  • Scritto da chiara fusco
Parlare di destino sembra al quanto complicato eppure quotidianamente l'uomo si pone questo dilemma. Tutto accade per destino o per caso? La risposta più facile da dare è che tutto ciò che accade per caso è ciò che capita, mentre il destino non è controllabile e spesso si usa dire che sia scrit

La qualità di vita

  • Categoria: Notizie
  • Scritto da Cristina Shi

La qualità della vita nel mondo : il mondo ha delle realtà molto diverse da Paese a Paese e così anche differenti modi di vivere.La televisione, il cinema, i libri e l'informazione in generale possono aiutarci a capire la diversità dei vari posti del mondo ma è solo viaggiando che è più facile ed efficace capire questa diversità.Ed improvvisamente può accadere di rendersi conto di realtà profondamente diverse, interessanti e attraenti più o meno di quella in cui si vive.Ad un certo punto della propria vita ci si può chiedere se non sia il caso di cambiare il posto in cui si vive o, per lo meno, trasferirsi per qualche tempo in altri posti del mondo.Questa domanda sorge dalla particolare sensazione che il tempo è unico e passa ed è meglio, potendo, impiegarlo nel posto migliore possibile. Si parla di qualità della vita ovvero semplicemente vivere bene.Quando una città ha una buona qualità di vita, significa che la maggioranza della sua popolazione può fruire di una serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di sviluppare con discreta facilità le proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta.Può capitare ad esempio che una coppia ricca ed anziana decide di stabilirsi nel miglior posto sulla Terra per trascorrere gli ultimi anni o qualsiasi altra situazione similare, in cerca del posto più vivibile del pianeta.Vi sono varie classifiche ufficiali ed alla fine di questo articolo è possibile accedere a vari link internet ove sono pubblicate queste classifiche.Per definire una classifica della qualità della vita di una città o di uno Stato è necessario osservare diversi aspetti e criteri; inoltre talvolta ci sono delle ramificazioni delle classifiche che comprendono vari settori.Le città che dominano solitamente il ranking sono ad esempio città svizzere come Zurigo e Ginevra; la città dell'Austria Vienna; Singapore come città per le infrastrutture e in generale; città del Giappone come Tsukuba, Yokohama o Tokyo; città della Cina come Hong Kong (regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese); città del Canada come Vancouver (spesso al primo posto), Toronto e Calgary.

Città degli USA come New York, Atlanta, Pittsburgh;città della Nuova Zeland come Auckland; città dell'Australia come Sydney, Melbourne o Perth; della Francia come Parigi sono anche spesso nelle primissime posizioni.Altre città degne di nota possono essere Monaco, Dusseldorf, Francoforte, Berlino in Germania, Copenhagen in Danimarca, Londra in Inghilterra.

"La funzione principale di una città è di trasformare il potere in strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli viventi di arte, e la riproduzione biologica in creatività sociale"  Lewis Mumford, urbanista.

 

Eppure bisogna anche osservare un altro punto di vista : il posto "più vivibile del pianeta" potrebbe anche essere sinonimo di noia.

 

Le città così definite come maggiormente "vivibili" hanno in genere un diffuso senso egualitario, di soddisfazione e pochissima differenza sociale ovvero ridotto gap ricchi-poveri.

 

Ma spesso è proprio la differenza tra ricchezza e povertà di una città che la rende dinamica, vibrante, luogo di possibili cambiamenti radicali, dove le vite possono essere trasformate, in cui pullulano nuove idee e civiltà diverse si confrontano.

 

Quindi bisogna che ognuno si ponga individualmente se preferisce la città più vivibile o la città più "amabile".

 

Personalmente preferirei la città più vivibile e andrei nella città più amabile solo per vacanza o per brevi periodi di tempo, anche perché la città più vivibile avrebbe sicuramente dei punti notevoli di "amabile", come si può osservare nell'elenco delle città sopra citate.

 

Infatti si può affermare che le città più amate da tutti siano New York, Londra, Parigi, Berlino, Roma, Hong Kong, Rio de Janeiro, Istanbul.

 

Può accadere che andando in una piccola-media città come Copenhagen o Stoccolma, se pur molto belle, dopo un giorno non si sappia più che fare, ecco in tal caso si può affermare che queste città siano eccellente per vivere ma non per stare in vacanza molto tempo o per avere stimoli particolari.

 

Se la propria idea di città ideale è riposo, pulizia e ordine sicuramente città come Copenhagen e la splendida Vancouver vanno bene, altrimenti ci si deve indirizzare presso altre città.

 

Si può anche dire che è facile gestire una piccola città dove tutti pagano le tasse e sono in media benestanti.

 

Ma alla maggior parte della gente piace stare in città grandi e complesse, dove non conosci tutti e non sempre sai cosa ti riserva il futuro, città che possono essere fonte di problemi e conflitti sociali ma anche di imprevisti e tante opportunità.Ecco perché a dispetto delle città dove si vive meglio come Vancouver o Copenhagen, la gente vuole lo stesso vivere in altre città che considera più amabili come Londra o New York.

 

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Tra religione e scienza

  • Categoria: Storie
  • Scritto da Cristina Shi

Scienza o religione? Questa domanda divide le masse fin da tempi assai remoti. I primi che si posero questo problema furono i filosofi ellenici, infatti alcuni di loro, quali ad esempio Democrito e Epicuro, esclusero l'esistenza di un essere superiore affidando l'origine di tutto al caso. Scrive Democrito: "Tutto ciò che esiste nell’universo è frutto del caso e della necessità", questa frase esclude chiaramente l'esistenza della volontarietà di un essere superiore nell'atto creazionistico, anche Lucrezio nel "De Rerum Natura" nel passo "Inno ad Epicuro" scrive: "Mentre l’umanità vergognosamente giaceva sulla terra oppressa sotto il grave peso della superstizione della religione ,un uomo greco osò sfidarla con occhi mortali, e per primo opporsi ad essa;". Questi due grandi filosofi del passato possono essere considerati i primi atei(parola greca che significa letteralmente senza Dio), successivamente vi fu il così detto "periodo oscuro" il Medioevo, nel quale la religione occupava una posizione di fondamentale importanza nella vita delle persone, infatti i medioevali credevano che tutto avvenisse per volontà divina, tutti colori i quali ponevano la scienza e non la religione al centro della loro vita vennero bollati come eretici dall'inquisizione e condannati al rogo. Un altro periodo di scontro tra religione e scienza fu l'Illuminismo nel quale, fortunatamente, si iniziò a credere che per spiegare il mondo, non bisognava più basarsi su credenze che non avevano alcun valore scientifico ma su tesi supportate dal pensiero critico. Ora giungiamo ai giorni nostri. Attualmente la disputa è aspra in quanto la scienza ha fatto passi da gigante, arrivando a conquiste che erano considerate impensabili come ad esempio la clonazione, anche in questo caso osserviamo la reazione ecclesiastica che ha etichettato, come fece già in passato con Galileo,come immorali le nuove scoperte scientifiche. Altra mia riflessione è quella sul fatto che la religione tema in qualche modo l'avvento di nuove tecnologie che rendano l'uomo in grado di controllare il corso degli eventi di guarire ogni sorta di malattia, perché un uomo senza paura della morte è un che non ha bisogno di Dio, per questa ragione i religiosi tendono a sgambettare la scienza.

Dopotutto la religione, è un concetto di fede, essa chiede di credere nell'indimostrabile come viene specificato nel Vangelo di Giovanni: "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!", quindi penso che coloro i quali abbiano una profonda fede radicata in loro stessi, possano vivere con gioia anche il momento della morte come avvento di una nuova vita di conciliazione con Dio, ricordo che molto tempo fa papa Giovanni Paolo IIdefinì l'Altissimo come "Causa e principio primo di tutte le cose", io invece quando penso a Dio lo vedo più come un'idea umana per spiegare la realtà. Io personalmente ritengo che debba essere la scienza e la ragione a guidare il genere umano nei secoli avvenire e non la religione e la chiesa, in quanto a mio parere la chiesa e tutte le organizzazioni religiose in generale, siano strutture ierocratiche di stampo medioevale inadatte al mondo moderno. Concludo con la riflessione di un grande uomo che ha dato un contributo immane alla scienza moderna ma ha sempre avuto una profonda ed incrollabile fede radicate in se Albert Einstein: "Non è possibile alcun contrasto tra scienza e religione. La scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca."         

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Studiare all'estero

  • Categoria: Attualità
  • Scritto da Cristina Shi

Negli ultimi anni assistiamo alla tendenza, da parte di un numero crescente di giovani studenti, a trasferirsi all’estero per motivi di studio. La voglia di esplorare altri ambienti ed imparare nuove lingue, spesso è la motivazione principale, unita alla difficoltà finanziaria ed economica. In Italia infatti la crisi colpisce anche il mondo della scuola e dell’università con tagli indiscriminati che impediscono agli studenti di realizzare i propri sogni. Inoltre il patrimonio artistico e culturale dell’Italia non sempre è preservato e valorizzato, quindi gli studenti non riescono a sfruttarli. Studiare all’estero può servire anche, restando lontano dai genitori, a diventare indipendenti, responsabili e maturi, quindi a crescere. Per certi versi però lo studio all’estero può comportare tanti aspetti negativi, uno di questi è il costo alle famiglie del viaggio e degli studi; un altro aspetto negativo è anche la distanza dalla propria famiglia e dai propri amici;. In molti paesi la preparazione che danno agli studenti è scarsa o non abbastanza approfondita per andare nel mondo del lavoro e dell’ università.<

Il mondo si avvicina alla lingua cinese

  • Categoria: Attualità
  • Scritto da Cristina Shi

l'inglese è sempre la prima scelta per molte persone che vogliono imparare una second.a lingua, perchè l'inglese è il più importante linguaggio internazionale. Tuttavia, con il rafforzamento della potenza economica della Cina e l'elevamento della sua posizione internazionale, sempre più persone scelgono il cinese come seconda lingua. Secondo le statistiche, attualmente più di 30 milioni di persone che non sono di madrelingua cinese stanno studiando il cinese, molte delle quali considerano il cinese come un importante elemento per avere un vantaggio personale e delle imprese nella competizione internazionale.Il cinese è una lingua complicata, particolarmente per gli occidentali, la pronuncia e i caratteri cinesi sono molto difficili per gli studenti stranieri. Con l'apertura all'estero e il rapido aumento economico della Cina, e l'ampliamento e l'approfondimento degli scambi e le relazioni tra Attualmente la Cina è il maggiore partner commerciale della Corea del Sud. Nei 5 anni passati, sono aumentati del 66% i sudcoreani che imparano il cinese e attualmente centinaia di migliaia di allievi e universitari stanno imparando il cinese; fra gli studenti stranieri che studiano la lingua in Cina, gli studenti sudcoreani costituiscono la maggior parte, occupando il 40% del totale. Per molti sudcoreani, "parlare il cinese con scioltezza" nel curriculum può portare successo nella ricerca del lavoro. Infatti, non solo in Corea del Sud, ma anche nelle altre regioni asiatiche, europee e statunitensi, il cinese è diventato un nuovo linguaggio che si deve conoscere in un certo senso. Sempre più persone ritengono che il cinese costituisca un'importante tecnica che collega il proprio futuro allo sviluppo economico cinese.

Con la promozione dell'entusiasmo dello studio del cinese, i governi di molti paesi cominciano a prestare attenzione al lavoro didattico del cinese. Il funzionario del Ministero dell'Istruzione e Addestramento vietnamita Vu Mingh Tuan ha detto:

"Ora molti studenti vietnamiti amano studiare il cinese. Oltre alle università, ci sono molti centri didattici di cinese, molti studenti studiano il cinese nel tempo libero."

Cina e il resto del mondo, sempre più stranieri cominciano a studiare il cinese.

 

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La dipendeza tecnologica

  • Categoria: Elettronica
  • Scritto da Cristina Shi

Dieci anni fa, per un adolescente, non era nemmeno ipotizzabile pensare che con un aggeggio elettronico chiamato PC si potesse passare l’intero pomeriggio a dialogare virtualmente con i propri amici. Ora è cambiato tutto! Sia i più piccoli (9-11 anni) che i veri e propri adolescenti (12-18 anni) trascorrono intere giornate incollati al video. La mentalità è cambiata, sembra che sia impossibile vivere se non si ha un minimo di contatto giornaliero con i propri amici attraverso un Pc o un semplice telefonino. E’ indubbio che le nostre sono abitudini molto puerili e di scarso spessore intellettuale che ci disabituano alla pratica della riflessione e del ragionamento e ci proiettano in mondo tutt’altro che reale. Alcune volte questo mondo tecnologico, però, viene preso fin troppo sul serio da tutti noi ed è per questo motivo che insorgono grandi insidie che possono rovinare la vita dei ragazzi. Durante i contatti tramite i social netuwork, la curiosità spesso induce i giovani ad accettare “l’amicizia” con persone mai viste prima, di cui non si sa assolutamente niente; gli adolescenti iniziano a parlare giornalmente con questi sconosciuti fino ad affezionarsi talmente tanto da accettare persino un’uscita al buio!

Sono questi i grandi rischi per i giovani internauti, la colpa, però, non è solo dei ragazzi che nella maggior parte delle volte non vengono controllati adeguatamente da chi è più grande, cioè dai genitori; questo fatto fa sentire i giovani potenti e in grado di gestire tutte le situazioni, ma questa presunta autonomia in realtà non esiste, infatti molti di essi incappano in situazioni veramente pericolose!

Personalmente, spesso, mi capita, di sentirmi dire da mia madre la seguente frase tormentone: ” spegni il computer e leggi un libro”; finora non l’ho mai fatto, e sono convinta che pochi dei miei coetanei siano disposti a chiudere il PC e ad aprire un libro, questo perchè è diventato come una malattia stare lì appiccicati davanti al video e parlare, parlare per ore con un amico che poi magari il giorno dopo vedi a scuola; così come è diventata un’esigenza irrinunciabile avere sempre l’ultimo modello di cellulare o l’ultimo videogioco; chi non si comporta da adolescente-tecnologico può persino rischiare di essere escluso dal giro degli amici!

E’ una generazione, la nostra, oramai totalmente basata sulla tecnologia e l’innovazione che senza non potremmo vivere. Questo nostro mondo tecnologico ha accelerato un pò tutto, adolescenti che a 14 anni si sentono già grandi e maturi o pensano di poter fare tutte le esperienze possibili.

La tecnologia da potere e sicurezza, ma sarà poi vero?<

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