• Categoria: Attualità
  • Scritto da Prof Cirillo

Sedicenni al voto:sicuri di essere pronti?

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votoSicuri di voler votare? Nell’ultima settimana Beppe Grillo, leader dei Penta-stellati,ha avanzato la proposta di consentire anche ai 16enni di potersi recare alle urne, già a partire dalle prossime elezioni legislative. Molti sono stati coloro che si sono schierati a favore, appoggiandone l’idea, e altrettanti sono stati coloro che ne hanno sottolineato le possibili inadeguatezze.

Chi ha ragione o torto? Nessuno può dirlo, ci si può solo limitare ad analizzare le opinioni di chi si è da subito mostrato favorevole e chi invece non ha fatto trasparire lo stesso interesse. Le tesi sono due, quella a favore sostiene che sia giunto il momento di responsabilizzare anche questa fascia di Paese ancora rimasta inascoltata, e che secondo alcuni merita finalmente di essere considerato come cittadino attivo. Coloro che infatti si sono resi portavoce della proposta di legge, hanno dimostrato come effettivamente in molti Paesi già ci sia la possibilità di votare a partire dal compimento dei sedici anni. Stati come Austria, Svizzera, Argentina, Brasile, Ecuador, Cuba da anni ormai ha concretizzato il desiderio di molti giovani ragazzi e ragazze di far sentire la loro voce in merito ai problemi del proprio Paese, che fino a quel momento era rimasta ancora inascoltata. I Pentastellati hanno sottolineato come in Italia gli under 25 non possano esprimere appieno il loro pensiero, poiché la legge attuale permette loro di votare entrambe le camere solo dopo aver compiuto quell’età. Se da una parte si vuole riporre molta fiducia nelle future generazioni, dall’altra sono evidenti i dati che dimostrano come solo pochi giovani siano realmente interessanti alla vita del Paese e alla politica; perciò in principio si dovrebbe cercare di trasmettere molto di più il senso civico e l’interesse nei confronti dello Stato,magari inserendo all’interno dell’orario settimanale,per tutto il quinquennio delle scuole superiori, ore di diritto o di cittadinanza, con la presenza costante di esterni o di insegnanti specializzati in materia.

 

 

Chi invece si è da subito opposto alla proposta ha sottolineato proprio come l’interesse dei giovani nei confronti del proprio Paese sia sterile se non nullo; basti guardare alcune interviste sul sito di “FANPAGE” o di altre pagine social, in cui anche alle più banali domande su chi sia l’attuale Capo dello Stato, spesso molti non siano in grado di rispondere o sbaglino. Ergo, probabilmente la proposta potrebbe anche essere approvata,ma di fondo sorge un grande problema: forse questo disinteresse verso la plotica e la salute del proprio Paese è in primis sintomo di grande, grandissima ignoranza. Ciò è una grave sconfitta per lo Stato e in realtà questa è la conseguenza di ciò che spesso molti governi hanno voluto ed ottenuto, perché come sostenne G.Orwell, autore della celebre opera “La fattoria degli animali”, <<…è più facile governare un popolo di ignoranti piuttosto che un popolo di colti…>>. L’ignoranza infatti permette al legislatore di abusare del proprio potere, la conoscenza no.

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