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I tarocchi: pratica pagana o radicalizzazione della cultura europea?

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anCosa sono i tarocchi?

I tarocchi sono un mazzo di carte composto totalmente da 78 tavole raffiguranti determinati simboli iconografici, ognuno dei quali possiede un significato astratto ed intrinseco. Si denota dunque come le immagini rappresentino reali allegorie. Originariamente utilizzati a scopo ludico, vennero successivamente rivalutati sotto un’ottica esoterica.

 

A chi è possibile attribuirne l’origine?

Molti sono i dati storici che testimoniano l’utilizzo dei tarocchi in europa, diffusi inizialmente nell'Italia settentrionale durante il xv secolo. Ciononostante, sono altrettanto numerose le ipotesi relative all’invenzione del mazzo: La teoria più accreditata è che queste siano arrivate in Europa attraverso i contatti con i Mamelucchi turchi ed egiziani, anche se le tavole disegnate presentavano differenze sostanziali con quelle odierne. Si diffusero in varie parti del continente e raggiunsero il periodo di maggior diffusione a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. Uno fra i primi mazzi “moderni” dei tarocchi fu quello realizzato dal pittore di corte bonifacio bembo per le famiglie aristocratiche milanesi Visconti e Sforza, furono poi ripresi dalle varie casate regionali che adottarono rappresentazioni artistiche differenti, secondo i canoni estetici dell’artista e da costumi e usanze del luogo dove venivano realizzati. Il modello del mazzo attuale è quello francese, più precisamente derivante dal centro artistico-culturale della città di marsiglia.

qual è il significato etimologico di “tarocco”?

come per le derivazioni storiche, anche in campo etimologico si hanno diverse supposizioni: il termine potrebbe derivare dalla parola egizia taru, che significherebbe "consultare"; dal verbo latino alterco che significa “disputare”, “contendere per un qualcosa”, riferito alla vincita dei giochi di carte; sempre sotto l'aspetto ludico è possibile attribuirgli la perifrasi “ti arrocco, t'arrocco, ti arroco”, il cui scopo era richiamare gli avversari sul fatto che si erano messe in campo carte di vittoria, costringendo gli stessi a mettersi sulla difensiva; altra etimologia è da riscontrarsi nel vento scirocco creduto portatore di pazzia, chiamato nel Rinascimento vento “Theroco” che, analogalmente, rappresenta la carta singola del mazzo denominata il matto (per l’appunto, il folle ).

Com’è suddiviso il mazzo?

I tarocchi, nel corso dei secoli, hanno subito diverse mutazioni. È comunque possibile prendere come oggetto di studio il mazzo odierno, in quanto racchiude in sé tutti i precedenti. Questo è diviso in quattro semi (coppe, bastoni, denari e spade per le carte italiane; cuori, fiori, quadri, picche per quelle francesi) di quattordici carte, dall'asso al dieci più quattro figure, dette anche onori o carte di corte: Re, Regina, Cavaliere e Fante. Queste cinquantasei carte sono denominate arcani minori. Vi sono poi le carte restanti, quelle che fanno da corona all’intero mazzo per significato e simbologia: le prime ventun carte, numerate da numeri romani, sono dette trionfi. questeraffigurano, detto blandamente, pregi e difetti degli esseri umani. Vi è infine una ventiduesima tavola a sé stante, la quale è sprovvista di numerazione (alle volte contrassegnata con uno zero, e dunque connessa con il vuoto mentale e fisico ): Il matto. Queste carte prendono il nome di arcani maggiori.

quando cominciarono ad essere utilizzati come metodo esoterico e divinatorio?

a partire dal XVII secolo, risalgono le prime documentazioni di utilizzo esoterico nella città di bologna, seppur la loro diffusione nella cartomanzia moderna viene fatta risalire alla fine del XVIII secolo. Un contributo lo diede in primis Antoine Court de Gébelin, esoterista francese che nella sua opera “Le Monde primitif” pubblicato nel 1781, sosteneva che i tarocchi fossero in realtà i “Libri di Thot” codificati dai sacerdoti egizi. E ancora Oswald Wirth, occultista svizzero massone, ripropose un’edizione personale del mazzo aggiungendo iconografie egizie e arabe, e introducendo negli arcani lettere e numeri ebraici al fine di associarli con la rinomata cabala.

Qual è la relazione dei tarocchi con il cristianesimo?

Essendosi sviluppati nell’europa medievale, il mazzo dei tarocchi ha subito una notevole connotazione allegorica cristiano-cattolica. Le figure nelle tavole e i significati astratti che queste comunicano, sono prova di tale affermazione. Al fine di giungere ad una soluzione spirituale ed universale tramite un responso esoterico, nel mazzo vengono presentati virtù e modelli da seguire appartenenti a diverse religioni, per collimare infine in un unico grande credo: essere coscienziosi della propria essenza e dei moti universali che circondano gli esseri inferiori. Difatti i tarocchi non predicono il futuro, ma offrono spunti e consigli morali che potranno essere rispettati come potranno essere rifiutati dall’individuo in questione.

Perché vi è tanto pregiudizio sui tarocchi?

Associati in epoca contemporanea a finti cartomanti, maghi non propriamente detti e ciarlatani il cui obbiettivo unico è lucrare, ci si concentra fondamentalmente sulla visione stereotipata di tale argomento. La disinformazione storica e culturale ha inesorabilmente portato all’ingigantimento di un grande pensiero di massa, infondato e plasmato da ideologie comuni e becere (come per la maggior parte dei temi che potrebbero realmente istruire l’essere umano). È dunque fine ultimo di questo articolo informare, seppure con conoscenze limitate, riguardo un tema complesso come quello dei tarocchi. Cultura e tradizione sono facce della stessa medaglia, ed è importante analizzare e dedurre tramite ragionamenti individuali e pensati. In conclusione, ci terrei a porre io stessa una domanda ai lettori:

vi è realmente motivo di denigrare un qualcosa d’interessante solo perché vigono dei canoni di pensiero prestabiliti?

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